In the near future I will be pointing out places in this foundational document that bear an ominous resemblance to recent times.

For now, it's a resource for historical study. — JSC


Giovanni Gentile e Benito Mussolini

La dottrina del fascismo
(1932)

[with grateful acknowledgment — source:

http://www.polyarchy.org/basta/documenti/fascismo.1932.html ]

 


THE DOCTRINE OF FASCISM
(COMPLETE TEXT)

BENITO MUSSOLINI
(1932)

[with grateful acknowledgment — source:

http://www.worldfuturefund.org/wffmaster/Reading/Germany/mussolini.htm ]

 

Nota
Redatta per metà da Giovanni Gentile e per l'altra metà da Mussolini, la "dottrina del fascismo" venne pubblicata nel 1932 come voce della Enciclopedia Italiana. Il punto centrale della dottrina fascista, più volte ribadito, è che
"lo Stato è un assoluto, davanti al quale individui e gruppi sono il relativo".  Per questo "per il fascista, tutto è nello Stato, e nulla di umano o spirituale esiste, e tanto meno ha valore, fuori dello Stato".
Quindi, accanto al comunismo russo e al nazional socialismo tedesco, il fascismo è una delle manifestazioni più evidenti dello statismo del secolo XX.

(This article, co-written by Giovanni Gentile is considered the most complete articulation of Mussolini's political views.  This is the only complete translation we know of on the web, copied directly from an official Fascist government publication of 1935, Fascism Doctrine and Institutions, pages 7-42.  This translation includes all the footnotes from the original.)


NOTE:  BRIEF STATEMENT OF PUBLICATIONS PRINCIPLES

The World Future Fund serves as a source of documentary material, reading lists and internet links from different points of view that we believe have historical significance.  The publication of this material is in no way whatsoever an endorsement of these viewpoints by the World Future Fund, unless explicitly stated by us.  As our web site makes very clear, we are totally opposed to ideas such as racism, religious intolerance and communism.  However, in order to combat such evils, it is necessary to understand them by means of the study of key documentary material.  For a more detailed statement of our publications standards click here.

 

IDEE FONDAMENTALI
 

1. Come ogni salda concezione politica, il fascismo è prassi ed è pensiero, azione a cui è immanente una dottrina, e dottrina che, sorgendo da un dato sistema di forze storiche, vi resta inserita e vi opera dal di dentro. Ha quindi una forma correlativa alle contingenze di luogo e di tempo, ma ha insieme un contenuto ideale che la eleva a formula di verità nella storia superiore del pensiero. Non si agisce spiritualmente nel mondo come volontà umana dominatrice di volontà senza un concetto della realtà transeunte e particolare su cui bisogna agire, e della realtà   permanente e universale in cui la prima ha il suo essere e la sua vita. Per conoscere gli uomini bisogna conoscere l'uomo; e per conoscere l'uomo bisogna conoscere la realtà e le sue leggi. Non c'è concetto dello Stato che non sia fondamentalmente concetto della vita: filosofia o intuizione, sistema di idee che si svolge in una costruzione logica o si raccoglie in una visione o in una fede, ma è sempre, almeno virtualmente, una concezione organica del mondo.

 Like all sound political conceptions, Fascism is action and it is thought; action in which doctrine is immanent, and doctrine arising from a given system of historical forces in which it is inserted, and working on them from within (1). It has therefore a form correlated to contingencies of time and space; but it has also an ideal content which makes it an expression of truth in the higher region of the history of thought (2). There is no way of exercising a spiritual influence in the world as a human will dominating the will of others, unless one has a conception both of the transient and the specific reality on which that action is to be exercised, and of the permanent and universal reality in which the transient dwells and has its being. To know men one must know man; and to know man one must be acquainted with reality and its laws. There can be no conception of the State which is not fundamentally a conception of life: philosophy or intuition, system of ideas evolving within the framework of logic or concentrated in a vision or a faith, but always, at least potentially, an organic conception of the world.

 

2. Così il fascismo non si intenderebbe in molti dei suoi atteggiamenti pratici, come organizzazione di partito, come sistema di educazione, come disciplina, se non si guardasse alla luce del suo modo generale di concepire la vita.
Modo spiritualistico. Il mondo per il fascismo non è questo mondo materiale che appare alla superficie, in cui l'uomo è un individuo separato da tutti gli altri e per sé stante, ed è governato da una legge naturale, che istintivamente lo trae a vivere una vita di piacere egoistico e momentaneo. L'uomo del fascismo è individuo che è nazione e patria, legge morale che stringe insieme individui e generazioni in una tradizione e in una missione, che sopprime l'istinto della vita chiusa nel breve giro del piacere per instaurare nel dovere una vita superiore libera da limiti di tempo e di spazio: una vita in cui l’individuo, attraverso l'abnegazione di sé, il sacrifizio dei suoi interessi particolari, la stessa morte, realizza quell'esistenza tutta spirituale in cui è il suo valore di uomo.

Thus many of the practical expressions of Fascism such as party organization, system of education, and discipline can only be understood when considered in relation to its general attitude toward life. A spiritual attitude (3). Fascism sees in the world not only those superficial, material aspects in which man appears as an individual, standing by himself, self-centered, subject to natural law, which instinctively urges him toward a life of selfish momentary pleasure; it sees not only the individual but the nation and the country; individuals and generations bound together by a moral law, with common traditions and a mission which suppressing the instinct for life closed in a brief circle of pleasure, builds up a higher life, founded on duty, a life free from the limitations of time and space, in which the individual, by self-sacrifice, the renunciation of self-interest, by death itself, can achieve that purely spiritual existence in which his value as a man consists.

 

3. Dunque concezione spiritualistica, sorta anche essa dalla generale reazione del secolo contro il fiacco e materialistico positivismo dell'Ottocento. Antipositivistica, ma positiva:non scettica, né agnostica, né pessimistica, né passivamente ottimistica, come sono in generale le dottrine (tutte negative) che pongono il centro della vita fuori dell'uomo, che con la sua libera volontà può e deve crearsi il suo mondo. Il   fascismo vuole l'uomo attivo e impegnato nell'azione con tutte le sue energie. Lo vuole virilmente consapevole delle difficoltà che ci sono, e pronto ad affrontarle. Concepisce la vita come lotta pensando che spetti all'uomo conquistarsi quella che sia veramente degna di lui, creando prima di tutto in sé stesso lo strumento (fisico, morale, intellettuale) per edificarla. Così per l'individuo singolo, così per la nazione, così per l'umanità. Quindi l'alto valore della cultura in tutte le sue forme - arte, religione, scienza - e l'importanza grandissima dell'educazione. Quindi anche il valore essenziale del lavoro, con cui l'uomo vince la natura e crea il mondo umano (economico, politico, morale, intellettuale).

 The conception is therefore a spiritual one, arising from the general reaction of the century against the materialistic positivism of the XIXth century. Anti-positivistic but positive; neither skeptical nor agnostic; neither pessimistic nor supinely optimistic as are, generally speaking, the doctrines (all negative) which place the center of life outside man; whereas, by the exercise of his free will, man can and must create his own world.

  Fascism wants man to be active and to engage in action with all his energies; it wants him to be manfully aware of the difficulties besetting him and ready to face them. It conceives of life as a struggle in which it behooves a man to win for himself a really worthy place, first of all by fitting himself (physically, morally, intellectually) to become the implement required for winning it. As for the individual, so for the nation, and so for mankind (4). Hence the high value of culture in all its forms (artistic, religious, scientific) (5) and the outstanding importance of education. Hence also the essential value of work, by which man subjugates nature and creates the human world (economic, political, ethical, and intellectual).

 

4. Questa concezione positiva della vita è evidentemente una concezione etica. E investe tutta la realtà, nonché l'attività umana che la signoreggia. Nessuna azione sottratta al giudizio morale; niente al mondo che si possa spogliare del valore che a tutto compete in ordine ai fini morali. La vita perciò quale la concepisce il fascista è seria, austera, religiosa: tutta librata in un mondo sorretto dalle forze morali e responsabili dello spirito. Il fascista disdegna la vita «comoda».

This positive conception of life is obviously an ethical one. It invests the whole field of reality as well as the human activities which master it. No action is exempt from moral judgment; no activity can be despoiled of the value which a moral purpose confers on all things. Therefore life, as conceived of by the Fascist, is serious, austere, and religious; all its manifestations are poised in a world sustained by moral forces and subject to spiritual responsibilities. The Fascist disdains an “easy " life (6).

5. Il fascismo è una concezione religiosa, in cui l'uomo è veduto nel suo immanente rapporto con una legge superiore, con una Volontà obiettiva che trascende l'individuo particolare e lo eleva a membro consapevole di una società spirituale. Chi nella politica religiosa del   regime fascista si è fermato a considerazioni di mera opportunità, non ha inteso che il fascismo, oltre a essere un sistema di governo, è anche, e prima di tutto, un sistema di pensiero.

 The Fascist conception of life is a religious one (7), in which man is viewed in his immanent relation to a higher law, endowed with an objective will transcending the in­dividual and raising him to conscious membership of a spiritual society. "Those who perceive nothing beyond opportunistic considerations in the religious policy of the Fascist regime fail to realize that Fascism is not only a system of government but also and above all a system of thought.

6. Il fascismo è una concezione storica, nella quale l'uomo non è quello che è se non in funzione del processo spirituale a cui concorre, nel gruppo familiare e sociale, nella nazione e nella storia, a cui tutte le nazioni collaborano. Donde il gran valore della tradizione elle memorie,ella lingua, nei costumi, nelle norme del vivere sociale. Fuori della storia l'uomo è nulla. Perciò il fascismo è contro tutte le astrazioni individualistiche, a base materialistica, tipo sec. XVIII; ed è contro tutte le utopie e le innovazioni giacobine. Esso non crede possibile la «felicità» sulla terra come fu nel desiderio della letteratura economicistica del '700, e quindi respinge tutte le concezioni teleologiche per cui a un certo periodo della storia ci sarebbe una sistemazione definitiva del genere umano. Questo significa mettersi fuori della storia e della vita che è continuo fluire e divenire. Il fascismo politicamente vuol essere una dottrina realistica; praticamente, aspira a risolvere solo i problemi che si pongono storicamente da sé e che da sé trovano o suggeriscono la propria soluzione. Per agire tra gli uomini, come nella natura, bisogna entrare nel processo della realtà e impadronirsi delle forze in atto.

 In the Fascist conception of history, man is man only by virtue of the spiritual process to which he contributes as a member of the family, the social group, the nation, and in function of history to which all nations bring their contribution. Hence the great value of tradition in records, in language, in customs, in the rules of social life (8). Outside history man is a nonentity. Fascism is therefore opposed to all individualistic abstractions based on eighteenth century materialism; and it is opposed to all Jacobinistic utopias and innovations. It does not believe in the possibility of "happiness" on earth as conceived by the economistic literature of the XVIIIth century, and it therefore rejects the theological notion that at some future time the human family will secure a final settlement of all its difficulties. This notion runs counter to experience which teaches that life is in continual flux and in process of evolution. In politics Fascism aims at realism; in practice it desires to deal only with those problems which are the spontaneous product of historic conditions and which find or suggest their own solutions (9). Only by entering in to the process of reality and taking possession of the forces at work within it, can man act on man and on nature (10).

7. Antiindividualistica, la concezione fascista è per lo Stato; ed è per l'individuo in quanto esso coincide con lo Stato, coscienza e volontà universale dell'uomo nella sua esistenza storica. È contro il liberalismo classico, che sorse dal bisogno di reagire all'assolutismo e ha esaurito la sua funzione storica da quando lo Stato si è trasformato nella stessa coscienza e volontà popolare. Il liberalismo negava lo Stato nell'interesse dell'individuo particolare; il fascismo riafferma lo Stato come la realtà vera dell'individuo. E se la libertà dev'essere l'attributo dell'uomo reale, e non di quell'astratto fantoccio a cui pensava il liberalismo individualistico, il fascismo è per la libertà. È per la sola libertà che possa essere una cosa seria, la libertà dello Stato e dell'individuo nello Stato. Giacché, per il fascista, tutto è nello Stato, e nulla di umano o spirituale esiste, e tanto meno ha valore, fuori dello Stato. In tal senso il fascismo è totalitario, e lo Stato fascista, sintesi e unità di ogni valore, interpreta, sviluppa e potenzia tutta la vita del popolo.

 Anti-individualistic, the Fascist conception of life stresses the importance of the State and accepts the individual only in so far as his interests coincide with those of the State, which stands for the conscience and the universal, will of man as a historic entity (11). It is opposed to classical liberalism which arose as a reaction to absolutism and exhausted its historical function when the State became the expression of the conscience and will of the people. Liberalism denied the State in the name of the individual; Fascism reasserts the rights of the State as expressing the real essence of the individual (12). And if liberty is to he the attribute of living men and not of abstract dummies invented by individualistic liberalism, then Fascism stands for liberty, and for the only liberty worth having, the liberty of the State and of the individual within the State (13). The Fascist conception of the State is all embracing; outside of it no human or spiritual values can exist, much less have value. Thus understood, Fascism, is totalitarian, and the Fascist State - a synthesis and a unit inclusive of all values - interprets, develops, and potentates the whole life of a people (14).

8. Né individui fuori dello Stato, né gruppi (partiti politici, associazioni, sindacati, classi). Perciò il fascismo è contro il socialismo che irrigidisce il movimento storico nella lotta di classe e ignora l'unità statale che le classi fonde in una sola realtà economica e morale; e analogamente, è contro il sindacalismo classista. Ma nell'orbita dello Stato ordinatore, le reali esigenze da cui trasse origine il movimento socialista e sindacalista, il fascismo le vuole riconosciute e le fa valere nel sistema corporativo degli interessi conciliati nell'unità dello Stato.

No individuals or groups (political parties, cultural associations, economic unions, social classes) outside the State (15). Fascism is therefore opposed to Socialism to which unity within the State (which amalgamates classes into a single economic and ethical reality) is unknown, and which sees in history nothing but the class struggle. Fascism is likewise opposed to trade unionism as a class weapon. But when brought within the orbit of the State, Fascism recognizes the real needs which gave rise to socialism and trade unionism, giving them due weight in the guild or corporative system in which divergent interests are coordinated and harmonized in the unity of the State (16).

9. Gli individui sono classi secondo le categorie degli interessi; sono sindacati secondo le differenziate attività economiche cointeressate; ma sono prima di tutto e soprattutto Stato. Il quale non è numero, come somma d'individui formanti la maggioranza di un popolo. E perciò   il fascismo è contro la democrazia che ragguaglia il popolo al maggior numero abbassandolo al livello dei più; ma è la forma più schietta di democrazia se il popolo è concepito, come dev'essere, qualitativamente e non quantitativamente, come l'idea più potente perché più morale, più coerente, più vera, che nel popolo si attua quale coscienza e volontà di pochi, anzi di Uno, e quale ideale tende ad attuarsi nella coscienza e volontà di tutti. Di tutti coloro che dalla natura e dalla storia, etnicamente, traggono ragione di formare una nazione, avviati sopra la stessa  linea di sviluppo e formazione spirituale, come una coscienza e una volontà sola. Non razza, né regione geograficamente individuata, ma schiatta storicamente perpetuantesi, moltitudine unificata da un'idea, che è volontà di esistenza e di potenza: coscienza di sé, personalità.

 Grouped according to their several interests, individuals form classes; they form trade-unions when organized according to their several economic activities; but first and foremost they form the State, which is no mere matter of numbers, the suns of the individuals forming the majority. Fascism is therefore opposed to that form of democracy which equates a nation to the majority, lowering it to the level of the largest number (17); but it is the purest form of  democracy if the nation be considered as it should be from the point of view of quality rather than quantity, as an idea, the mightiest because the most ethical, the most coherent, the truest, expressing itself in a people as the conscience and will of the few, if not, indeed, of one, and ending to express itself in the conscience and the will of the mass, of the whole group ethnically molded by natural and historical conditions into a nation, advancing, as one conscience and one will, along the self same line of development and spiritual formation (18). Not a race, nor a geographically defined region, but a people, historically perpetuating itself; a multitude unified by an idea and imbued with the will to live, the will to power, self-consciousness, personality (19).

 

10. Questa personalità superiore è bensì nazione in quanto è Stato. Non è la nazione a generare lo Stato, secondo il vieto concetto naturalistico che servì di base alla pubblicistica degli Stati nazionali nel secolo XIX. Anzi la nazione è creata dallo Stato, che dà al popolo, consapevole della propria unità morale, una volontà, e quindi un'effettiva esistenza. Il diritto di una nazione all'indipendenza deriva non da una letteraria e ideale coscienza del proprio essere, e tanto meno da una situazione di fatto più o meno inconsapevole e inerte, ma da una coscienza attiva, da una volontà politica in atto e disposta a dimostrare il proprio diritto: cioè, da una sorta di Stato già in fieri. Lo Stato infatti, come volontà etica universale, è creatore del diritto.

 In so far as it is embodied in a State, this higher personality becomes a nation. It is not the nation which generates the State; that is an antiquated naturalistic concept which afforded a basis for XIXth century publicity in favor of national governments. Rather is it the State which creates the nation, conferring volition and therefore real life on a people made aware of their moral unity.

 The right to national independence does not arise from any merely literary and idealistic form of self-consciousness; still less from a more or less passive and unconscious de facto situation, but from an active, self-conscious, political will expressing itself in action and ready to prove its rights. It arises, in short, from the existence, at least in fieri, of a State. Indeed, it is the State which, as the expression of a universal ethical will, creates the right to national independence (20).

11. La nazione come Stato è una realtà etica che esiste e vive in quanto si sviluppa. Il suo arresto è la sua morte. Perciò lo Stato non solo è autorità che governa e dà forma di legge e valore di vita spirituale alle volontà individuali, ma è anche potenza che fa valere la sua volontà all'esterno, facendola riconoscere e rispettare, ossia dimostrandone col fatto l'universalità in tutte le determinazioni necessarie del suo svolgimento. E perciò organizzazione ed espansione, almeno virtuale. Così può adeguarsi alla natura dell'umana volontà, che nel suo sviluppo non conosce barriere, e che si realizza provando la propria infinità.

 A nation, as expressed in the State, is a living, ethical entity only in so far as it is progressive. Inactivity is death. Therefore the State is not only Authority which governs and confers legal form and spiritual value on indi­vidual Wills, but it is also Power which makes its will felt and respected beyond its own frontiers, thus affording practical proof of the universal character of the decisions necessary to ensure its development. This implies organization and expansion, potential if not actual. Thus the State equates itself to the will of man, whose development cannot he checked by obstacles and which, by achieving self-expression, demonstrates its infinity (21).

12. Lo Stato fascista, forma più alta e potente della personalità, è forza, ma spirituale. La quale riassume tutte le forme della vita morale e intellettuale dell'uomo. Non si può quindi limitare a semplici funzioni di ordine e tutela, come voleva il liberalismo. Non è un semplice meccanismo che limiti la sfera delle presunte libertà individuali. È forma e norma interiore, e disciplina di tutta la persona; penetra la   volontà come l'intelligenza. Il suo principio, ispirazione centrale dell'umana personalità vivente nella comunità civile, scende nel profondo e   si annida nel cuore dell'uomo d'azione come del pensatore, dell'artista come dello scienziato: anima dell'anima.

 The Fascist State , as a higher and more powerful expression of personality, is a force, but a spiritual one. It sums up all the manifestations of the moral and intellectual life of man. Its functions cannot therefore be limited to those of enforcing order and keeping the peace, as the liberal doctrine had it. It is no mere mechanical device for defining the sphere within which the individual may duly exercise his supposed rights. The Fascist State is an inwardly accepted standard and rule of conduct, a discipline of the whole person; it permeates the will no less than the intellect. It stands for a principle which becomes the central motive of man as a member of civilized society, sinking deep down into his personality; it dwells in the heart of the man of action and of the thinker, of the artist and of the man of science: soul of the soul (22).

13. Il fascismo insomma non è soltanto datore di leggi e fondatore d'istituti, ma educatore e promotore di vita spirituale. Vuol rifare non le forme della vita umana, ma il contenuto, l'uomo, il carattere, la fede. E a questo fine vuole disciplina, e autorità che scenda addentro negli spiriti, e vi domini incontrastata. La sua insegna perciò è il fascio littorio, simbolo dell'unità, della forza e della giustizia

 Fascism, in short, is not only a law-giver and a founder of institutions, but an educator and a promoter of spiritual life. It aims at refashioning not only the forms of life but their content - man, his character, and his faith. To achieve this propose it enforces discipline and uses authority, entering into the soul and ruling with undisputed sway. Therefore it has chosen as its emblem the Lictor’s rods, the symbol of unity, strength, and justice.

 

DOTTRINA POLITICA E SOCIALE

 

POLITICAL AND SOCIAL DOCTRINE

1. Quando, nell'ormai lontano marzo del 1919, dalle colonne del Popolo d’Italia io convocai a Milano i superstiti interventisti-intervenuti, che mi avevano seguito sin dalla costituzione dei Fasci d'azione rivoluzionaria - avvenuta nel gennaio del 1915 -, non c'era nessuno specifico piano dottrinale nel mio spirito. Di una sola dottrina io recavo l'esperienza vissuta: quella del socialismo dal 1903-04 sino all'inverno del 1914: circa un decennio. Esperienza di gregario e di capo, ma non esperienza dottrinale. La mia dottrina, anche in quel periodo, era stata la dottrina dell'azione. Una dottrina univoca, universalmente accettata, del socialismo non esisteva più sin dal 1905, quando cominciò in Germania il movimento revisionista facente capo al Bernstein e per contro si formò, nell'altalena delle tendenze, un movimento di sinistra rivoluzionario, che in Italia non uscì mai dal campo delle frasi, mentre, nel socialismo russo, fu il preludio del bolscevismo.

 

 

When in the now distant March of  1919, speaking through the columns of the Popolo d'Italia I summoned to Milan the surviving interventionists who had intervened, and who had followed me ever since the foundation of the Fasci of revolutionary action in January 1915, I had in mind no specific doctrinal program. The only doctrine of which I had practical experience was that of socialism, from 1903-04 until the winter of 1914 - nearly a decade. My experience was that both of a follower and a leader - but it was not doctrinal experience. My doctrine during that period had been the doctrine of action. A uniform, universally accepted doctrine of Socialism had not existed since 1905, when the revisionist movement, headed by Bernstein, arose in Germany, countered by the formation, in the see-saw of tendencies, of a left revolutionary movement which in Italy never quitted the field of phrases, whereas, in the case of Russian so­cialism, it became the prelude to Bolshevism.

Riformismo, rivoluzionarismo, centrismo, di questa terminologia anche gli echi sono spenti, mentre nel grande fiume del fascismo troverete i filoni che si dipartirono dal Sorel, dal Lagardelle del Mouvement Socialiste, dal Péguy, e dalla coorte dei sindacalisti italiani, che tra il 1904 e il 1914 portarono una nota di novità nell'ambiente socialistico italiano, già svirilizzato e cloroformizzato dalla fornicazione giolittiana, con le Pagine libere di Olivetti, La Lupa di Orano, il Divenire sociale di Enrico Leone.

 Reformism, revolutionism, centrism, the very echo of that terminology is dead, while in the great river of Fascism one can trace currents which had their source in Sorel, Peguy, Lagardelle of the Movement Socialists, and in the cohort of Italian syndicalist who from 1904 to 1914 brought a new note into the Italian socialist environment - previously emasculated and chloroformed by fornicating with Giolitti's party - a note sounded in Olivetti's Pagine Libere, Orano's Lupa, Enrico Leone's Divenirs Socials.

Nel 1919, finita la guerra, il socialismo era già morto come dottrina: esisteva solo come rancore, aveva ancora una sola possibilità, specialmente in Italia, la rappresaglia contro coloro che avevano voluto la guerra e che dovevano «espiarla».

 When the war ended in 1919 Socialism, as a doctrine, was already dead; it continued to exist only as a grudge, especially in Italy where its only chance lay in inciting to reprisals against the men who had willed the war and who were to be made to pay for it.

Il Popolo d’Italia recava nel sottotitolo «quotidiano dei combattenti e dei produttori». La parola «produttori» era già l'espressione di un indirizzo mentale. Il fascismo non fu tenuto a balia da una dottrina elaborata in precedenza, a   tavolino: nacque da un bisogno di azione e fu azione; non fu partito, ma, nei primi due anni, antipartito e movimento. Il nome che io diedi all'organizzazione, ne fissava i caratteri.

The Popolo d'Italia described itself in its subtitle as the daily organ of fighters and producers. The word producer was already the expression of a mental trend. Fascism was not the nursling of a doctrine previously drafted at a desk; it was born of the need of action, and was action; it was not a party but, in the first two years, an anti-party and a movement. The name I gave the organization fixed its character.

Eppure chi rilegga, nei fogli oramai gualciti dell'epoca, il resoconto dell'adunata costitutiva dei Fasci italiani di combattimento, non troverà una dottrina, ma una serie di spunti, di anticipazioni, di accenni, che, liberati dall'inevitabile ganga delle contingenze, dovevano poi, dopo alcuni anni, svilupparsi in una serie di posizioni dottrinali, che facevano del fascismo una dottrina politica a sé stante, in confronto di tutte le altre e passate e contemporanee.

 Yet if anyone cares to reread the now crumpled sheets of those days giving an account of the meeting at which the Italian Fasci di combattimento were founded, he will find not a doctrine but a series of pointers, forecasts, hints which, when freed from the inevitable matrix of contingencies, were to develop in a few years time into a series of doctrinal positions entitling Fascism to rank as a political doctrine differing from all others, past or present.

«Se la borghesia, dicevo allora, crede di trovare in noi dei parafulmini si inganna. Noi dobbiamo andare incontro al lavoro... Vogliamo abituare le classi operaie alla capacità direttiva, anche per convincerle che non è facile mandare avanti una industria o un commercio... Combatteremo il retroguardismo tecnico e spirituale... Aperta la successione del regime noi non dobbiamo essere degli imbelli. Dobbiamo correre; se il regime sarà superato saremo noi che dovremo   occupare il suo posto. Il diritto di successione ci viene perché spingemmo il paese alla guerra e lo conducemmo alla vittoria. L'attuale rappresentanza politica non ci può bastare, vogliamo una rappresentanza diretta dei singoli interessi... Si potrebbe dire contro questo programma che si ritorna alle corporazioni. Non importa!... Vorrei perciò che l'assemblea accettasse le rivendicazioni del sindacalismo nazionale dal punto di vista economico»...

 “If the bourgeoisie - I then said - believe that they have found in us their lightening-conductors, they arc mistaken. We must go towards the people... We wish the working classes to accustom themselves to the responsibilities of management so that they may realize that it is no easy matter to run a business... We will fight both technical and spiritual rear-guirdism... Now that the succession of the re­gime is open we must not be fainthearted. We must rush forward; if the present regime is to be superseded we must take its place. The right of succession is ours, for we urged the country to enter the war and we led it to victory... The existing forms of political representation cannot satisfy us; we want direst representation of the several interests... It' may be objected that this program implies a return to the guilds (corporazioni). No matter!. I therefore hope this assembly will accept the economic claims advanced by national syndicalism …

Non è singolare che sin dalla prima giornata di Piazza San Sepolcro risuoni la parola «corporazione» che doveva, nel corso della Rivoluzione, significare una delle creazioni legislative e sociali alla base del regime?

Is it not strange that from the very first day, at Piazza San Sepolcro, the word "guild" (corporazione) was pronounced, a word which, as the Revolution developed, was to express one of the basic legislative and social creations of the regime?

2. Gli anni che precedettero la marcia su Roma, furono anni durante i quali le necessità dell'azione non tollerarono indagini o complete elaborazioni dottrinali. Si battagliava nelle città e nei villaggi. Si discuteva, ma - quel ch'è più sacro e importante - si moriva.  Si sapeva morire. La dottrina - bell'e formata, con divisione di capitoli e paragrafi e contorno di elucubrazioni - poteva mancare; ma c'era a sostituirla   qualche cosa di più decisivo: la fede. Purtuttavia, a chi rimemori sulla scorta dei libri, degli articoli, dei voti dei congressi, dei discorsi   maggiori e minori, chi sappia indagare e scegliere, troverà che i fondamenti della dottrina furono gettati mentre infuriava la battaglia. È precisamente in quegli anni, che anche il pensiero fascista si arma, si raffina, procede verso una sua organizzazione. I problemi dell'individuo e dello Stato; i problemi dell'autorità e della libertà; i problemi politici e sociali e quelli più specificatamente nazionali; la lotta contro le dottrine liberali, democratiche, socialistiche, massoniche, popolaresche fu condotta contemporaneamente alle «spedizioni punitive». Ma poiché mancò il «sistema» si negò dagli avversarii in malafede al fascismo ogni capacità di dottrina, mentre la dottrina veniva sorgendo, sia pure tumultuosamente dapprima sotto l'aspetto di una negazione violenta e dogmatica come accade di tutte le idee che esordiscono, poi sotto l’aspetto positivo di una costruzione che trovava, successivamente negli anni 1926, '27 e '28, la sua realizzazione nelle leggi e negli istituti del regime.

The years preceding the March on Rome cover a period during which the need of action forbade delay and careful doctrinal elaborations. Fighting was going on in the towns and villages. There were discussions but... there was some­thing more sacred and more important... death... Fascists knew how to die. A doctrine - fully elaborated, divided up into chapters and paragraphs with annotations, may have been lacking, but it was replaced by something far m :) re decisive, - by a faith. All the same, if with the help of books, articles, resolutions passed at congresses, major and minor speeches, anyone should care to revive the memory of those days, he will find, provided he knows how to seek and select, that the doctrinal foundations were laid while the battle was still raging. Indeed, it was during those years that Fascist thought armed, refined itself, and proceeded ahead with its organization. The problems of the individual and the State; the problems of authority and liberty; political, social, and more especially national problems were discussed; the conflict with liberal, democratic, socialistic, Masonic doctrines and with those of the Partito Popolare, was carried on at the same time as the punitive expeditions. Nevertheless, the lack of a formal system was used by disingenuous adversaries as an argument for proclaiming Fascism incapable of elaborating a doctrine at the very time when that doctrine was being formulated - no matter how tumultuously, - first, as is the case with all new ideas, in the guise of violent dogmatic negations; then in the more positive guise of constructive theories, subsequently incorporated, in 1926, 1927, and 1928, in the laws and institutions of the regime.

Il fascismo è oggi nettamente individuato non solo come regime ma come dottrina. Questa parola va interpretata nel senso che oggi il fascismo esercitando la sua critica su sé stesso e sugli altri, ha un suo proprio inconfondibile punto di vista, di riferimento - e quindi di direzione - dinnanzi a tutti i problemi che angustiano, nelle cose o nelle intelligenze, i popoli del mondo.

 Fascism is now clearly defined not only as a regime but as a doctrine. This means that Fascism, exercising its critical faculties on itself and on others, has studied from its own special standpoint and judged by its own standards all the problems affecting the material and intellectual interests now causing such grave anxiety to the nations of the world, and is ready to deal with them by its own policies.

3. Anzitutto il fascismo, per quanto riguarda, in generale, l'avvenire e lo sviluppo dell'umanità, e a parte ogni considerazione di politica attuale, non crede alla possibilità né all'utilità della pace perpetua. Respinge quindi il pacifismo che nasconde una rinuncia alla lotta e una viltà - di fronte al sacrificio. Solo la guerra porta al massimo di tensione tutte le energie umane e imprime un sigillo di nobiltà ai popoli che hanno la virtù di affrontarla. Tutte le altre prove sono dei sostituti, che non pongono mai l'uomo di fronte a se stesso, nell'alternativa della vita e della morte. Una dottrina, quindi, che parta dal postulato pregiudiziale della pace, è estranea al fascismo così come estranee allo spirito del fascismo, anche se accettate per quel tanto di utilità che possano avere in determinate situazioni politiche, sono tutte le costruzioni internazionalistiche e societarie, le quali, come la storia dimostra, si possono disperdere al vento quando elementi sentimentali, ideali e pratici muovono a tempesta il cuore dei popoli. Questo spirito anti-pacifista, il fascismo lo trasporta anche nella vita degli individui. L'orgoglioso motto squadrista «me ne frego», scritto sulle bende di una ferita, è un atto di filosofia non soltanto stoica, è il sunto di una dottrina non soltanto politica: è l'educazione al combattimento, l'accettazione dei rischi che esso comporta; è un nuovo stile di vita italiano. Così il fascista accetta, ama la vita, ignora e ritiene vile il suicidio; comprende la vita come dovere, elevazione, conquista: la vita che deve essere alta e piena: vissuta per sé, ma soprattutto per gli altri, vicini e lontani, presenti e futuri.

First of all, as regards the future development of mankind, and quite apart from all present political considerations. Fascism does not, generally speaking, believe in the possibility or utility of perpetual peace. It therefore discards pacifism as a cloak for cowardly supine renuncia­tion in contradistinction to self-sacrifice. War alone keys up all human energies to their maximum tension and sets the seal of nobility on those peoples who have the courage to face it. All other tests are substitutes which never place a man face to face with himself before the alternative of life or death. Therefore all doctrines which postulate peace at all costs are incompatible with Fascism. Equally foreign to the spirit of Fascism, even if accepted as useful in meeting special political situations -- are all internationalistic or League superstructures which, as history shows, crumble to the ground whenever the heart of nations is deeply stirred by sentimental, idealistic or practical considerations. Fascism carries this anti-pacifistic attitude into the life of the individual. " I don't care a damn (me ne frego) - the proud motto of the fighting squads scrawled by a wounded man on his bandages, is not only an act of philosophic stoicism, it sums up a doctrine which is not merely poli­tical: it is evidence of a fighting spirit which accepts all risks. It signifies new style of Italian life. The Fascist accepts and loves life; he rejects and despises suicide as cowardly. Life as he understands it means duty, elevation, conquest; life must be lofty and full, it must be lived for oneself but above all for others, both near bye and far off, present and future.

4. La politica «demografica» del regime è la conseguenza di queste premesse. Anche il fascista ama infatti il suo prossimo, ma questo «prossimo» non è per lui un concetto vago e inafferrabile: l'amore per il prossimo non impedisce le necessarie educatrici severità, e ancora meno le differenziazioni e le distanze. Il fascismo respinge gli abbracciamenti universali e, pur vivendo nella comunità dei popoli civili, li   guarda vigilante e diffidente negli occhi, li segue nei loro stati d'animo e nella trasformazione dei loro interessi né si lascia ingannare da apparenze mutevoli e fallaci.

The population policy of the regime is the consequence of these premises. The Fascist loves his neighbor, but the word neighbor “does not stand for some vague and unseizable conception. Love of one's neighbor does not exclude necessary educational severity; still less does it exclude differentiation and rank. Fascism will have nothing to do with universal embraces; as a member of the community of nations it looks other peoples straight in the eyes; it is vigilant and on its guard; it follows others in all their manifestations and notes any changes in their interests; and it does not allow itself to be deceived by mutable and fallacious appearances.

5. Una siffatta concezione della vita porta il fascismo a essere la negazione recisa di quella dottrina che costituì la base del socialismo cosiddetto scientifico o marxiano: la dottrina del materialismo storico secondo il quale la storia delle civiltà umane si spiegherebbe soltanto con la lotta d'interessi fra i diversi gruppi sociali e col cambiamento dei mezzi e strumenti di produzione.

Such a conception of life makes Fascism the resolute negation of the doctrine underlying so-called scientific and Marxian socialism, the doctrine of historic materialism which would explain the history of mankind in terms of the class struggle and by changes in the processes and instruments of production, to the exclusion of all else.

Che le vicende dell'economia - scoperte di materie prime, nuovi metodi di lavoro, invenzioni scientifiche - abbiano una loro importanza, nessuno nega; ma che esse bastino a spiegare la storia umana escludendone tutti gli altri fattori, è assurdo: il fascismo crede ancora e sempre nella santità e nell'eroismo, cioè in atti nei quali nessun motivo economico - lontano o vicino - agisce. Negato il materialismo storico, per cui gli uomini non sarebbero che comparse della storia, che appaiono e scompaiono alla superficie dei flutti, mentre nel profondo si agitano e lavorano le vere forze direttrici, è negata anche la lotta di classe, immutabile e irreparabile, che di questa concezione economicistica della storia è la naturale figliazione, e soprattutto è negato che la lotta di classe sia l'agente preponderante delle trasformazioni sociali. Colpito il socialismo in questi due capisaldi della sua dottrina, di esso non resta allora che l'aspirazione sentimentale - antica come l'umanità - a una convivenza sociale nella quale siano alleviate le sofferenze e i dolori della più umile gente. Ma qui il fascismo respinge il concetto di «felicità» economica, che si realizzerebbe socialisticamente e quasi automaticamente a un dato momento dell'evoluzione dell'economia, con l'assicurare a tutti il   massimo di benessere. Il fascismo nega il concetto materialistico di «felicità» come possibile e lo abbandona agli economisti della prima metà del `700; nega cioè l'equazione benessere=felicità che convertirebbe gli uomini in animali di una cosa sola pensosi: quella di essere pasciuti e ingrassati, ridotti, quindi, alla pura e semplice vita vegetativa.

 That the vicissitudes of economic life - discoveries of raw materials, new technical processes, and scientific inventions - have their importance, no one denies; but that they suffice to explain human history to the exclusion of other factors is absurd. Fascism believes now and always in sanctity and heroism, that is to say in acts in which no economic motive - remote or immediate - is at work. Having denied historic materialism, which sees in men mere puppets on the surface of history, appearing and disappearing on the crest of the waves while in the depths the real directing forces move and work, Fascism also denies the immutable and irreparable character of the class struggle which is the natural outcome of this economic conception of history; above all it denies that the class struggle is the preponderating agent in social transformations. Having thus struck a blow at socialism in the two main points of its doctrine, all that remains of it is the sentimental aspiration-old as humanity itself-toward social relations in which the sufferings and sorrows of the humbler folk will be alleviated. But here again Fascism rejects the economic interpretation of felicity as something to be secured socialistically, almost automatically, at a given stage of economic evolution when all will be assured a maximum of material comfort. Fascism denies the materialistic conception of happiness as a possibility, and abandons it to the economists of the mid-eighteenth century. This means that Fascism denies the equation: well-being = happiness, which sees in men mere animals, content when they can feed and fatten, thus reducing them to a vegetative existence pure and simple.

6. Dopo il socialismo, il fascismo batte in breccia tutto il complesso delle ideologie democratiche e le respinge, sia nelle loro premesse teoriche, sia nelle loro applicazioni o strumentazioni pratiche. Il fascismo nega che il numero, per il semplice fatto di essere numero, possa   dirigere le società umane; nega che questo numero possa governare attraverso una consultazione periodica; afferma la disuguaglianza irrimediabile e feconda e benefica degli uomini che non si possono livellare attraverso un fatto meccanico ed estrinseco com'è il suffragio universale. Regimi democratici possono essere definiti quelli nei quali, di tanto in tanto, si dà al popolo l'illusione di essere sovrano, mentre la vera effettiva sovranità sta in altre forze talora irresponsabili e segrete. La democrazia è un regime senza re, ma con moltissimi re talora più esclusivi, tirannici e rovinosi che un solo re che sia tiranno. Questo spiega perché il fascismo, pur avendo prima del 1922 - per ragioni di contingenza - assunto un atteggiamento di tendenzialità repubblicana, vi rinunciò prima della marcia su Roma, convinto che la questione delle forme politiche di uno Stato non è, oggi, preminente e che studiando nel campionario delle monarchie passate e presenti, delle repubbliche passate e presenti, risulta che monarchia e repubblica non sono da giudicare sotto la specie dell'eternità, ma rappresentano forme nelle quali   si estrinseca l'evoluzione politica, la storia, la tradizione, la psicologia di un determinato paese.

 After socialism, Fascism trains its guns on the whole block of democratic ideologies, and rejects both their premises and their practical applications and implements. Fascism denies that numbers, as such, can be the determining factor in human society; it denies the right of numbers to govern by means of periodical consultations; it asserts the irremediable and fertile and beneficent inequality of men who cannot be leveled by any such mechanical and extrinsic device as universal suffrage. Democratic regimes may be described as those under which the people are, from time to time, deluded into the belief that they exercise sovereignty, while all the time real sovereignty resides in and is exercised by other and sometimes irresponsible and secret forces. Democracy is a kingless regime infested by many kings who are sometimes more exclusive, tyrannical, and destructive than one, even if he be a tyrant. This explains why Fascism - although, for contingent reasons, it was republican in tendency prior to 1922 - abandoned that stand before the March on Rome, convinced that the form of government is no longer a matter of preeminent importance, and because the study of past and present monarchies and past and present republics shows that neither monarchy nor republic can be judged sub specie aeternitatis, but that each stands for a form of government expressing the political evolution, the history, the traditions, and the psychology of a given country.

Ora il fascismo supera l'antitesi   monarchia-repubblica sulla quale si attardò il democraticismo, caricando la prima di tutte le insufficienze, e apologizzando l'ultima come regime di perfezione. Ora s’è visto che ci sono repubbliche intimamente reazionarie o assolutistiche, e monarchie che accolgono le più ardite esperienze politiche e sociali.

 Fascism has outgrown the dilemma: monarchy v. republic, over which democratic regimes too long dallied, attributing all insufficiencies to the former and proning the latter as a regime of perfection, whereas experience teaches that some republics are inherently reactionary and absolut­ist while some monarchies accept the most daring political and social experiments.

7. «La ragione, la scienza - diceva Renan, che ebbe delle illuminazioni prefasciste, in una delle sue Meditazioni filosofiche - sono dei prodotti dell'umanità, ma volere la ragione direttamente per il popolo e attraverso il popolo è una chimera. Non è necessario per l'esistenza della ragione che tutto il mondo la conosca. In ogni caso se tale iniziazione dovesse farsi non si farebbe attraverso la bassa democrazia, che   sembra dover condurre all'estinzione di ogni cultura difficile, e di ogni più alta disciplina. Il principio che la società esiste solo per il benessere e la libertà degli individui che la compongono non sembra essere conforme ai piani della natura, piani nei quali la specie sola è presa in considerazione e l'individuo sembra sacrificato. È da fortemente temere che l'ultima parola della democrazia così intesa (mi affretto a dire che si può intendere anche diversamente) non sia uno stato sociale nel quale una massa degenerata non avrebbe altra preoccupazione che godere i piaceri ignobili dell'uomo volgare». Fin qui Renan. Il fascismo respinge nella democrazia l'assurda menzogna convenzionale dell'egualitarismo politico e l'abito dell'irresponsabilità collettiva e il mito della felicità e del progresso indefinito. Ma, se la democrazia può essere diversamente intesa, cioè se democrazia significa non respingere il popolo ai margini dello Stato, il fascismo poté da chi scrive essere definito una «democrazia organizzata, centralizzata, autoritaria».

In one of his philosophic Meditations Renan - who had prefascist intuitions remarks, "Reason and science are the products of mankind, but it is chimerical to seek reason directly for the people and through the people. It is not essential to the existence of reason that all should be familiar with it; and even if all had to be initiated, this could not be achieved through democracy which seems fated to lead to the extinction of all arduous forms of culture and all highest forms of learning. The maxim that society exists only for the well-being and freedom of the individuals composing it does not seem to be in conformity with nature's plans, which care only for the species and seem ready to sacrifice the individual. It is much to be feared that the last word of democracy thus understood (and let me hasten to add that it is susceptible of a different interpretation) would be a form of society in which a degenerate mass would have no thought beyond that of enjoying the ignoble pleasures of the vulgar ".

        In rejecting democracy Fascism rejects the absurd conventional lie of political equalitarianism, the habit of collective irresponsibility, the myth of felicity and indefinite progress. But if democracy be understood as meaning a regime in which the masses are not driven back to the margin of the State, and then the writer of these pages has already defined Fascism as an organized, centralized, authoritarian democracy.

8. Di fronte alle dottrine liberali, il fascismo è in atteggiamento di assoluta opposizione, e nel campo della politica e in quello dell'economia. Non bisogna esagerare - a scopi semplicemente di polemica attuale - l'importanza del liberalismo nel secolo scorso, e fare di quella che fu una delle numerose dottrine sbocciate in quel secolo, una religione dell'umanità per tutti i tempi presenti e futuri. Il liberalismo non fiorì che per un quindicennio. Nacque nel 1830 come reazione alla Santa Alleanza che voleva respingere l'Europa al pre-'89, ed ebbe il suo anno di   splendore nel 1848 quando anche Pio IX fu liberale. Subito dopo cominciò la decadenza. Se il `48 fu un anno di luce e di poesia, il `49 fu un anno di tenebre e di tragedia. La repubblica di Roma fu uccisa da un'altra repubblica, quella di Francia. Nello stesso anno, Marx lanciava il vangelo della religione del socialismo, col famoso Manifesto dei comunisti.

 Fascism is definitely and absolutely opposed to the doctrines of liberalism, both in the political and the economic sphere. The importance of liberalism in the XIXth century should not be exaggerated for present day polemical purposes, nor should we make of one of the many doctrines which flourished in that century a religion for mankind for the present and for all time to come. Liberalism really flourished for fifteen years only. It arose in 1830 as a reaction to the Holy Alliance which tried to force Europe to recede further back than 1789; it touched its zenith in 1848 when even Pius IXth was a liberal. Its decline began immediately after that year. If 1848 was a year of light and poetry, 1849 was a year of darkness and tragedy. The Roman Republic was killed by a sister republic, that of France . In that same year Marx, in his famous Communist Manifesto, launched the gospel of socialism.

Nel 1851 Napoleone III fa il suo illiberale colpo di Stato e regna sulla Francia fino al 1870, quando fu rovesciato da un moto di popolo, ma in seguito a una disfatta militare fra le più grandi che conti la storia. Il vittorioso è Bismarck, il quale non seppe mai dove stesse di casa la religione della libertà e di quali profeti si servisse. È sintomatico che un popolo di alta civiltà, come il popolo tedesco, abbia ignorato in pieno, per tutto il sec. XIX, la religione della libertà. Non c'è che una parentesi. Rappresentata da quello che è stato chiamato il «ridicolo parlamento di Francoforte», che durò una stagione. La Germania ha raggiunto la sua unità nazionale al di fuori del liberalismo, contro il liberalismo, dottrina che sembra estranea all'anima tedesca, anima   essenzialmente monarchica, mentre il liberalismo è l'anticamera storica e logica dell'anarchia. Le tappe dell'unità tedesca sono le tre guerre del '64, '66, '70, guidate da «liberali» come Moltke e Bismarck. Quanto all'unità italiana, il liberalismo vi ha avuto una parte assolutamente inferiore all'apporto dato da Mazzini e da Garibaldi che liberali non furono. Senza l'intervento dell'illiberale Napoleone, non avremmo avuto la Lombardia, e senza l'aiuto dell'illiberale Bismarck a Sadowa e a Sedan, molto probabilmente non avremmo avuto, nel '66, la Venezia; e nel 1870 non saremmo entrati a Roma. Dal 1870 al 1915, corre il periodo nel quale gli stessi sacerdoti del nuovo credo accusano il crepuscolo della loro religione: battuta in breccia dal decadentismo nella letteratura, dall'attivismo nella pratica. Attivismo: cioè   nazionalismo, futurismo, fascismo.

 In 1851 Napoleon III made his illiberal coup d'etat and ruled France until 1870 when he was turned out by a popular rising following one of the severest military defeats known to history. The victor was Bismarck who never even knew the whereabouts of liberalism and its prophets. It is symptomatic that throughout the XIXth century the religion of liberalism was completely unknown to so highly civilized a people as the Germans but for one parenthesis which has been described as the “ridiculous parliament of Frankfort " which lasted just one season. Germany attained her national unity outside liberalism and in opposition to liberalism, a doctrine which seems foreign to the German temperament, essentially monarchical, whereas liberalism is the historic and logical anteroom to anarchy. The three stages in the making of German unity were the three wars of 1864, 1866, and 1870, led by such  "liberals" as Moltke and Bismarck. And in the upbuilding of Italian unity liberalism played a very minor part when compared to the contribution made by Mazzini and Garibaldi who were not liberals. But for the intervention of the illiberal Napoleon III we should not have had Lombardy, and without that of the illiberal Bismarck at Sadowa and at Sedan very probably we should not have had Venetia in 1866 and in 1870 we should not have entered Rome. The years going from 1870 to 1915 cover a period which marked, even in the opinion of the high priests of the new creed, the twilight of their religion, attacked by decadentism in literature and by activism in practice. Activism: that is to say nationalism, futurism, fascism.

Il secolo «liberale» dopo aver accumulato un'infinità di nodi gordiani, cerca di scioglierli con l'ecatombe della guerra mondiale. Mai nessuna religione impose così immane sacrificio. Gli dei del liberalismo avevano sete di sangue?

Ora il liberalismo sta per chiudere le porte dei suoi templi deserti perché i popoli sentono che il suo agnosticismo nell'economia, il suo indifferentismo nella politica e nella morale condurrebbe, come ha condotto, a sicura rovina gli Stati.

Si spiega con ciò che tutte le esperienze politiche del mondo contemporaneo sono antiliberali ed è supremamente ridicolo volerle perciò classificare fuori della storia; come se la storia fosse una bandita di caccia riservata al liberalismo e ai suoi professori, come se il liberalismo fosse la parola definitiva e non più superabile della civiltà.

The liberal century, after piling up innumerable Gordian Knots, tried to cut them with the sword of the world war. Never has any religion claimed so cruel a sacrifice. Were the Gods of liberalism thirsting for blood?

        Now liberalism is preparing to close the doors of its temples, deserted by the peoples who feel that the agnosticism it professed in the sphere of economics and the indifferentism of which it has given proof in the sphere of politics and morals, would lead the world to ruin in the future as they have done in the past.

    This explains why all the political experiments of our day are anti-liberal, and it is supremely ridiculous to endeavor on this account to put them outside the pale of history, as though history were a preserve set aside for liberalism and its adepts; as though liberalism were the last word in civilization beyond which no one can go.

9. Le negazioni fasciste del socialismo, della democrazia, del liberalismo, non devono tuttavia far credere che il fascismo voglia respingere il mondo a quello che esso era prima di quel 1789, che viene indicato come l'anno di apertura del secolo demo-liberale. Non si torna indietro. La dottrina fascista non ha eletto a suo profeta De Maistre. L'assolutismo monarchico fu, e così pure ogni ecclesiolatria. Così «furono» i privilegi feudali e la divisione in caste impenetrabili e non comunicabili fra di loro. Il concetto di autorità fascista non ha niente a che vedere con lo stato di polizia.

    The Fascist negation of socialism, democracy, liberalism, should not, however, be interpreted as implying a desire to drive the world backwards to positions occupied prior to 1789, a year commonly referred to as that which opened the demo-liberal century. History does not travel backwards. The Fascist doctrine has not taken De Maistre as its prophet. Monarchical absolutism is of the past, and so is ecclesiolatry. Dead and done for are feudal privileges and the division of society into closed, uncommunicating castes. Neither has the Fascist conception of authority anything in common with that of a police ridden State.

Un partito che governa totalitariamente una nazione, è un fatto nuovo nella storia. Non sono possibili riferimenti e confronti. Il fascismo dalle macerie delle dottrine liberali, socialistiche, democratiche, trae quegli elementi che hanno ancora un valore di vita. Mantiene quelli che si potrebbero dire i fatti acquisiti della storia, respinge tutto il resto, cioè il concetto di una dottrina buona per tutti i tempi e per tutti i popoli. Ammesso che il sec. XIX sia stato il secolo del socialismo, del liberalismo, della democrazia, non è detto che anche il sec. XX debba essere il secolo del socialismo, del liberalismo, della democrazia. Le dottrine politiche passano, i popoli restano. Si può pensare che questo sia il secolo dell'autorità, un secolo di «destra», un secolo fascista; se il XIX fu il secolo dell'individuo (liberalismo significa individualismo), si può pensare che questo sia il secolo «collettivo» e quindi il secolo dello Stato. Che una nuova dottrina possa utilizzare gli elementi ancora vitali di altre dottrine è perfettamente logico. Nessuna dottrina nacque tutta nuova, lucente, mai vista. Nessuna dottrina può vantare una «originalità» assoluta. Essa è legata, non fosse che storicamente, alle altre dottrine che furono, alle altre dottrine che saranno. Così il socialismo scientifico di Marx è legato al socialismo utopistico dei Fourier, degli Owen, dei Saint-Simon; così il liberalismo dell'800 si riattacca a tutto il movimento illuministico del `700. Così le dottrine democratiche sono legate all'Enciclopedia. Ogni dottrina tende a indirizzare l'attività degli uomini verso un determinato obiettivo; ma l'attività degli uomini reagisce sulla dottrina, la trasforma, l'adatta alle nuove necessità o la supera. La dottrina, quindi dev'essere essa stessa non un'esercitazione di parole, ma un atto di vita. In ciò le venature pragmatistiche del fascismo, la sua volontà di potenza, il suo volere essere, la sua posizione di fronte al fatto «violenza» e al suo valore.

A party governing a nation “totalitarianly" is a new departure in history. There are no points of reference nor of comparison. From beneath the ruins of liberal, socialist, and democratic doctrines, Fascism extracts those elements which are still vital. It preserves what may be described as "the acquired facts" of history; it rejects all else. That is to say, it rejects the idea of a doctrine suited to all times and to all people. Granted that the XIXth century was the century of socialism, liberalism, democracy, this does not mean that the XXth century must also be the century of socialism, liberalism, democracy. Political doctrines pass; nations remain. We are free to believe that this is the century of authority, a century tending to the " right ", a Fascist century. If the XIXth century was the century of the individual (liberalism implies individualism) we are free to believe that this is the "collective" century, and therefore the century of the State. It is quite logical for a new doctrine to make use of the still vital elements of other doctrines. No doctrine was ever born quite new and bright and unheard of. No doctrine can boast absolute originality. It is always connected, it only historically, with those which preceded it and those which will follow it. Thus the scientific socialism of Marx links up to the utopian socialism of the Fouriers, the Owens, the Saint-Simons ; thus the liberalism of the XIXth century traces its origin back to the illuministic movement of the XVIIIth, and the doctrines of democracy to those of the Encyclopaedists. All doctrines aim at directing the activities of men towards a given objective; but these activities in their turn react on the doctrine, modifying and adjusting it to new needs, or outstripping it. A doctrine must therefore be a vital act and not a verbal display. Hence the pragmatic strain in Fascism, it’s will to power, its will to live, its attitude toward violence, and its value.

10. Caposaldo della dottrina fascista è la concezione dello Stato, della sua essenza, dei suoi compiti, delle sue finalità. Per il fascismo lo Stato è un assoluto, davanti al quale individui e gruppi sono il relativo. Individui e gruppi sono «pensabili» in quanto siano nello Stato. Lo Stato liberale non dirige il giuoco e lo sviluppo materiale e spirituale delle collettività, ma si limita a registrare i risultati; lo Stato fascista ha una sua consapevolezza, una sua volontà, per questo si chiama uno Stato «etico».

The keystone of the Fascist doctrine is its conception of the State, of its essence, its functions, and its aims. For Fascism the State is absolute, individuals and groups relative. Individuals and groups are admissible in so far as they come within the State. Instead of directing the game and guiding the material and moral progress of the community, the liberal State restricts its activities to recording results. The Fascist State is wide awake and has a will of its own. For this reason it can be described as " ethical ".

Nel 1929 alla prima assemblea quinquennale del regime io dicevo: «Per il fascismo lo Stato non è il guardiano notturno che si occupa soltanto della sicurezza personale dei cittadini; non è nemmeno una organizzazione a fini puramente materiali, come quello di garantire un certo benessere e una relativa pacifica convivenza sociale, nel qual caso a realizzarlo basterebbe un consiglio di amministrazione; non è nemmeno una creazione di politica pura, senza aderenze con la realtà materiale e complessa della vita dei singoli e di quella dei popoli. Lo Stato così come il fascismo lo concepisce e attua è un fatto spirituale e morale, poiché concreta l'organizzazione politica, giuridica, economica della nazione, e tale organizzazione è, nel suo sorgere e nel suo   sviluppo, una manifestazione dello spirito. Lo Stato è garante della sicurezza interna ed esterna, ma è anche il custode e il trasmettitore dello   spirito del popolo così come fu nei secoli elaborato nella lingua, nel costume, nella fede. Lo Stato non è soltanto presente, ma è anche passato e soprattutto futuro. È lo Stato che trascendendo il limite breve delle vite individuali rappresenta la coscienza immanente della nazione. Le forme in cui gli Stati si esprimono, mutano, ma la necessità rimane. È lo Stato che educa i cittadini alla virtù civile, li rende consapevoli della loro missione, li sollecita all'unità; armonizza i loro interessi nella giustizia; tramanda le conquiste del pensiero nelle scienze, nelle arti, nel diritto, nell'umana solidarietà; porta gli uomini dalla vita elementare della tribù alla più alta espressione umana di potenza che è l'impero; affida ai secoli i nomi di coloro che morirono per la sua integrità o per obbedire alle sue leggi; addita come esempio e raccomanda alle generazioni che verranno, i capitani che lo accrebbero di territorio e i genii che lo illuminarono di gloria. Quando declina il senso dello Stato e prevalgono le tendenze dissociatrici e centrifughe degli individui o dei gruppi, le società nazionali volgono al   tramonto».

 At the first quinquennial assembly of the regime, in 1929, I said  The Fascist State is not a night watchman, solicitous only of the personal safety of the citizens; not is it organized exclusively for the purpose of guarantying a certain degree of material prosperity and relatively peaceful conditions of life, a board of directors would do as much. Neither is it exclusively political, divorced from practical realities and holding itself aloof from the multifarious activities of the citizens and the nation. The State, as conceived and realized by Fascism, is a spiritual and ethical entity for securing the political, juridical, and economic organization of the nation, an organization which in its origin and growth is a manifestation of the spirit. The State guarantees the internal and external safety of the country, but it also safeguards and transmits the spirit of the people, elaborated down the ages in its language, its customs, its faith. The State is not only the present; it is also the past and above all the future. Transcending the individual's brief spell of life, the State stands for the immanent conscience of the nation. The forms in which it finds expression change, but the need for it remains. The State educates the citizens to civism, makes them aware of their mission, urges them to unity; its justice harmonizes their divergent interests; it transmits to future generations the conquests of the mind in the fields of science, art, law, human solidarity; it leads men up from primitive tribal life to that highest manifes­tation of human power, imperial rule. The State hands down to future generations the memory of those who laid down their lives to ensure its safety or to obey its laws; it sets up as examples and records for future ages the names of the captains who enlarged its territory and of the men of genius who have made it famous. Whenever respect for the State declines and the disintegrating and centrifugal tendencies of individuals and groups prevail, nations are headed for decay".

11. Dal 1929 a oggi, l'evoluzione economica politica universale ha ancora rafforzato queste posizioni dottrinali. Chi giganteggia è lo Stato. Chi può risolvere le drammatiche contraddizioni del capitalismo è lo Stato. Quella che si chiama crisi, non si può risolvere se non dallo   Stato, entro lo Stato. Dove sono le ombre dei Jules Simon, che agli albori del liberalismo proclamavano che «lo Stato deve lavorare a rendersi inutile e a preparare le sue dimissioni»? Dei Mac Culloch, che nella seconda metà del secolo scorso affermavano che lo Stato deve astenersi dal troppo governare? E che cosa direbbe mai dinnanzi ai continui, sollecitati, inevitabili interventi dello Stato nelle vicende economiche, l'inglese Bentham, secondo il quale l'industria avrebbe dovuto chiedere allo Stato soltanto di essere lasciata in pace, o il tedesco Humboldt, secondo il quale lo Stato «ozioso» doveva essere considerato il migliore? Vero è che la seconda ondata degli economisti liberali fu meno estremista della prima e già lo stesso Smith apriva - sia pure cautamente - la porta agli interventi dello Stato nell'economia.

    Since 1929 economic and political development have everywhere emphasized these truths. The importance of the State is rapidly growing. The so-called crisis can only be settled by State action and within the orbit of the State. Where are the shades of the Jules Simons who, in the early days of liberalism proclaimed that the "State should endeavor to render itself useless and prepare to hand in its resignation "? Or of the MacCullochs who, in the second half of last century, urged that the State should desist from governing too much? And what of the English Bentham who considered that all industry asked of govern­ment was to be left alone, and of the German Humbolt who expressed the opinion that the best government was a lazy " one? What would they say now to the unceasing, inevitable, and urgently requested interventions of government in business? It is true that the second generation of economists was less uncompromising in this respect than the first, and that even Adam Smith left the door ajar - however cautiously - for government intervention in business.

Se chi dice liberalismo dice individuo, chi dice fascismo dice Stato. Ma lo Stato fascista è unico ed è una creazione originale. Non è reazionario, ma rivoluzionario, in quanto anticipa le soluzioni di determinati problemi universali quali sono posti altrove nel campo politico dal frazionamento dei partiti, dal prepotere del parlamentarismo, dall'irresponsabilità delle assemblee, nel campo economico dalle funzioni sindacali sempre più numerose e potenti sia nel settore operaio come in quello industriale, dai loro conflitti e dalle loro intese; nel campo morale dalla necessità dell'ordine, della disciplina, dell'obbedienza a quelli che sono i dettami morali della patria.

If liberalism spells individualism, Fascism spells government. The Fascist State is, however, a unique and original creation. It is not reactionary but revolutionary, for it anticipates the solution of certain universal problems which have been raised elsewhere, in the political field by the splitting up of parties, the usurpation of power by parliaments, the irresponsibility of assemblies; in the economic field by the increasingly numerous and important functions discharged by trade unions and trade associations with their disputes and ententes, affecting both capital and labor; in the ethical field by the need felt for order, discipline, obedience to the moral dictates of patriotism.

Il fascismo vuole lo Stato forte, organico e al tempo stesso poggiato su una larga base popolare. Lo Stato fascista ha rivendicato a sé anche il campo dell'economia e, attraverso le istituzioni corporative, sociali, educative da lui create, il senso dello Stato arriva sino alle estreme propaggini, e nello Stato circolano, inquadrate nelle rispettive organizzazioni, tutte le forze politiche, economiche, spirituali della nazione. Uno Stato che poggia su   milioni d'individui che lo riconoscono, lo sentono, sono pronti a servirlo, non è lo Stato tirannico del signore medievale. Non ha niente di comune con gli Stati assolutistici di prima o dopo l'89. L'individuo nello Stato fascista non è annullato, ma piuttosto moltiplicato, così come in un reggimento un soldato non è diminuito, ma moltiplicato per il numero dei suoi camerati.

    Fascism desires the State to be strong and organic, based on broad foundations of popular support. The Fascist State lays claim to rule in the economic field no less than in others; it makes its action felt throughout the length and breadth of the country by means of its corporative, social, and educational institutions, and all the political, economic, and spiritual forces of the nation, organized in their res­pective associations, circulate within the State.  A State based on millions of individuals who recognize its authority, feel its action, and are ready to serve its ends is not the tyrannical state of a mediaeval lordling. It has nothing in common with the despotic States existing prior to or subsequent to 1789. Far from crushing the individual, the Fascist State multiplies his energies, just as in a regiment a soldier is not diminished but multiplied by the number of his fellow soldiers.

Lo Stato fascista organizza la nazione, ma lascia poi agli individui margini sufficienti; esso ha limitato le libertà inutili o nocive e ha conservato quelle essenziali. Chi giudica su questo terreno non può essere l'individuo, ma soltanto lo Stato.

The Fascist State organizes the nation, but it leaves the individual adequate elbow room. It has curtailed useless or harmful liberties while preserving those which are essential. In such matters the individual cannot be the judge, but the State only.

12. Lo Stato fascista non rimane indifferente di fronte al fatto religioso in genere e a quella particolare religione positiva che è il cattolicismo italiano. Lo Stato non ha una teologia, ma ha una morale. Nello Stato fascista la religione viene considerata come una delle manifestazioni più profonde dello spirito; non viene, quindi, soltanto rispettata, ma difesa e protetta. Lo Stato fascista non crea un suo «Dio» così come volle fare a un certo momento, nei delirii estremi della Convenzione, Robespierre; né cerca vanamente di cancellarlo dagli animi come fa il bolscevismo; il fascismo rispetta il Dio degli asceti, dei santi, degli eroi e anche il Dio così come visto e pregato dal cuore ingenuo e primitivo del popolo.

 The Fascist State is not indifferent to religious phenomena in general nor does it maintain an attitude of indif­ference to Roman Catholicism, the special, positive religion of Italians. The State has not got a theology but it has a moral code. The Fascist State sees in religion one of the deepest of spiritual manifestations and for this reason it not only respects religion but defends and protects it. The Fascist State does not attempt, as did Robespierre at the height of the revolutionary delirium of the Convention, to set up a "god” of its own; nor does it vainly seek, as does Bolshevism, to efface God from the soul of man. Fascism respects the God of ascetics, saints, and heroes, and it also respects God as conceived by the ingenuous and primitive heart of the people, the God to whom their prayers are raised.

13. Lo Stato fascista è una volontà di potenza e d'imperio. La tradizione romana è qui un'idea di forza. Nella dottrina del fascismo l'impero non è soltanto un'espressione territoriale o militare o mercantile, ma spirituale o morale. Si può pensare a un impero, cioè a una nazione che direttamente o indirettamente guida altre nazioni, senza bisogno di conquistare un solo chilometro quadrato di territorio. Per il fascismo la   tendenza all'impero, cioè all'espansione delle nazioni, è una manifestazione di vitalità; il suo contrario, o il piede di casa, è un segno di decadenza: popoli che sorgono o risorgono sono imperialisti, popoli che muoiono sono rinunciatarii. Il fascismo è la dottrina più adeguata a rappresentare le tendenze, gli stati d'animo di un popolo come l'italiano che risorge dopo molti secoli di abbandono o di servitù straniera.

 The Fascist State expresses the will to exercise power and to command. Here the Roman tradition is embodied in a conception of strength. Imperial power, as understood by the Fascist doctrine, is not only territorial, or military, or commercial; it is also spiritual and ethical. An imperial nation, that is to say a nation a which directly or indirectly is a leader of others, can exist without the need of conquering a single square mile of territory. Fascism sees in the imperialistic spirit -- i.e. in the tendency of nations to expand - a manifestation of their vitality. In the op­posite tendency, which would limit their interests to the home country, it sees a symptom of decadence. Peoples who rise or rearise are imperialistic; renunciation is characteristic of dying peoples. The Fascist doctrine is that best suited to the tendencies and feelings of a people which, like the Italian, after lying fallow during centuries of foreign servitude, are now reasserting itself in the world.

Ma l'impero chiede disciplina, coordinazione degli sforzi, dovere e sacrificio; questo spiega molti aspetti dell'azione pratica del regime e l'indirizzo di molte forze dello Stato e la severità necessaria contro coloro che vorrebbero opporsi a questo moto spontaneo e fatale dell’Italia nel secolo XX, e opporsi agitando le ideologie superate del secolo XIX, ripudiate dovunque si siano osati grandi esperimenti di trasformazioni politiche e sociali:

  But imperialism implies discipline, the coordination of efforts, a deep sense of duty and a spirit of self-sacrifice. This explains many aspects of the practical activity of the regime, and the direction taken by many of the forces of the State, as also the severity which has to be exercised towards those who would oppose this spontaneous and inevitable movement of XXth century Italy by agitating outgrown ideologies of the XIXth century, ideologies rejected wherever great experiments in political and social transfor­mations are being dared.

non mai come in questo momento i popoli hanno avuto sete di autorità, di direttive, di ordine. Se ogni secolo ha una sua dottrina, da mille indizii appare che quella del secolo attuale è il fascismo. Che sia una dottrina di vita, lo mostra il fatto che ha suscitato una fede: che la fede abbia conquistato le anime, lo dimostra il fatto che il fascismo ha avuto i suoi caduti e i suoi martiri.

    Never before have the peoples thirsted for authority, direction, order, as they do now. If each age has its doctrine, then innumerable symptoms indicate that the doctrine of our age is the Fascist. That it is vital is shown by the fact that it has aroused a faith; that this faith has conquered souls is shown by the fact that Fascism can point to its fallen heroes and its martyrs.

Il fascismo ha oramai nel mondo l'universalità di tutte le dottrine che, realizzandosi, rappresentano un momento nella storia dello spirito umano.

    Fascism has now acquired throughout the world that universally which belongs to all doctrines which by achieving self-expression represent a moment in the history of human thought.

 

[Original Italian not yet located for these appendices]

 APPENDIX

1.  Philosophic conception

 (1) If Fascism does not wish to die or, worse still, commit suicide, it must now provide itself with a doctrine. Yet this shall not and must not be a robe of Nessus clinging to us for all eternity, for tomorrow is some thing mysterious and unforeseen. This doctrine shall be a norm to guide political and individual action in our daily life.

 I who have I dictated this doctrine, am the first to realize that the modest tables of our laws and program the theoretical and practical guidance of Fascism should be revised, corrected, enlarged, developed, because already in parts they have suffered injury at the hand of time. I believe the essence and fundamentals of the doctrine are still to be found in the postulates which throughout two years have acted as a call to arms for the recruits of Italian Fascism. However, in taking those first fundamental assumptions for a starting point, we must proceed to carry our program into a vaster field.

 Italian Fascists, one and all, should cooperate in this task, one of vital importance to Fascism, and more especially those who belong to regions where with and without agreement peaceful coexistence has been achieved between two antagonistic movements.

 The word I am about to use is a great one, but indeed I do wish that during the two months which are still to elapse before our National Assembly meets, the philosophy of Fascism could be created. Milan is already contributing with the first Fascist school of propaganda.

    It is not merely a question of gathering elements for a program, to be used as a solid foundation for the constitution of a party which must inevitably arise from the Fascist movement; it is also a question of denying the silly tale that Fascism is all made up of violent men. In point of fact among Fascists there are many men who belong to the restless but meditative class.

 The new course taken by Fascist activity will in no way diminish the fighting spirit typical of Fascism. To furnish the mind with doctrines and creeds does not mean to disarm, rather it signifies to strength­en our power of action, and make us ever more conscious of our work. Soldiers who fight fully conscious of the cause make the best of warriors. Fascism takes for its own the twofold device of Mazzini : Thought and Action u. (Letter to Michele Bianchi, written on August 27, 1921, for the opening of the School of Fascist Culture and Propaganda in Milan, in Messaggi e Proclami, Milano, Libreria d'Italia, 1929, P. 39).

 Fascists must be placed in contact with one another; their activity must be an activity of doctrine, an activity of the spirit and of thought

 Had our adversaries been present at our meeting, they would have been convinced that Fascism is not only action, but thought as well  (Speech before the National Council of the Fascist Party, August 8, 1924, in La Nuova Politica dell'Italia, Milano, Alpes, 1928, p. 267).

 (2) Today I hold that Fascism as an idea, a doctrine, a realization, is universal; it is Italian in its particular institutions, but it is universal in the spirit, nor could it be otherwise. The spirit is universal by reason of its nature. Therefore anyone may foresee a Fascist Europe. Drawing inspiration for her institutions from the doctrine and practice of Fascism; Europe , in other words, giving a Fascist turn to the solution of problems which beset the modern State, the Twentieth Century State which is very different from the States existing before 1789, and the States formed immediately after. Today Fascism fills universal requirements; Fascism solves the threefold problem of relations between State and individual, between State and associations, between associations and organized associations. (Message for the year 1 October 27, 1930, in Discorsi del 1930, Milano, Alpes, 1931, p. 211).

 2. Spiritualized conception

 (3)  This political process is flanked by a philosophic process.  If it be true that matter was on the altars for one century, today it is the spirit which takes its place. All manifestations peculiar to the democratic spirit are consequently repudiated: easygoingness, improvisation, the lack of a personal sense of responsibility, the exaltation of numbers and of that mysterious divinity called The People. All creations of the spirit starting with that religious are coming to the fore, and nobody dare keep up the attitude of anticlericalism which, for several decades, was a favorite with Democracy in the Western world. By saying that God is returning, we mean that spiritual values are returning. (Da the parte va it mondo, in Tempi della Rivoluzione Fascista, Milano, Alpes, 1930, p. 34).

    There is a field reserved more to meditation upon the supreme ends of life than to a research of these ends. Consequently science starts from experience, but breaks out fatally into philosophy and, in my opinion, philosophy alone can enlighten science and lead to the universal idea. (To the Congress of Science at Bologna , October 31, 19,26, in Discorsi del 1926. Milano, Alpes, 1927, p. 268).

 In order to understand the Fascist movement one must first appre­ciate the underlying spiritual phenomenon in all its vastness and depth. The manifestations of the movement have been of a powerful and decisive nature, but one should go further. In point of fact Italian Fascism has not only been a political revolt against weak and incapable governments who had allowed State authority to decay and were threatening to arrest the progress of the country, but also a spiritual revolt against old ideas which had corrupted the sacred principles of religion, of faith, of country. Fascism, therefore, has been a revolt of the people. (Message to the British people; January 5, 1924, in Mes­saggi e Proclami, Milano, Libreria d' Italia, 1929, p. 107).

 (3) Positive conception of life as a struggle

(4) Struggle is at the origin of all things, for life is full of contrasts: there is love and hatred, white and black, day and night, good and evil; and until these contrasts achieve balance, struggle fatefully remains at the root of human nature. However, it is good for it to be so. Today we can indulge in wars, economic battles, conflicts of ideas, but if a day came to pass when struggle ceased to exist, that day would be tinged with melancholy; it would be a day of ruin, the day of ending. But that day will not come, because history ever discloses new horizons. By attempting to restore calm, peace, tranquility, we would be fighting the tendencies of the present period of dynamism. We must be prepared for other struggles and for other surprises. Peace will only come when people surrender to a Christian dream of universal brotherhood, when they can hold out hands across the ocean and over the mountains. Personally I do not believe very much in these idealisms, but I do not exclude them for I exclude nothing. (At the Politeama Rossetti, Trieste , September 20, 1920 ; in Discorsi Politici, Milano, Stab. Tipografico del « Popolo d' Italia » , 1921, p. 107).

 (5) For me the honor of nations consists in the contribution they have severally made to human civilization. (E. Ludwig, Talks with Mussolini, London, Allen and Unwin, 1932, p. 199)­

4. Ethical conception

 (6) I called the organization Fasci Italiani Di combat tin onto. This hard metallic name compromised the whole program of Fascism as I dreamed it. Comrades, this is still our program: fight.

     Life for the Fascist is a continuous, ceaseless fight, which we accept with ease, with great courage, with the necessary intrepidity. (On the VIIth anniversary of the Foundation of the Fasci, March 23, 1919, in Discorsi del 1926, Milano, Alpes, 1927, P. 98).

     You touch the core of Fascist philosophy. When recently a Finnish philosopher asked me to expound to him the significance of Fascism in one sentence, I wrote in German: "We are against the easy life!" (E. Ludwig: Talks with Mussolini, London, Allen and Unwin, 1932, p. 190).

 5. Religious conception

 (7) If Fascism were not a creed how could it endow its followers with courage and stoicism only a creed which has soared to the heights of religion can inspire such words as passed the lips, now lifeless alas, of Federico Florio. (Legami di Sangue, in Diuturna, Mi­lano, Alpes, 1930, p. 256).

 6. Historical and realistic conception

 (8) Tradition certainly is one of the greatest spiritual forces of a people, inasmuch as it is a successive and constant creation of their soul. (Breve Preludio, in Tempi della Rivoluzione Fascista, Milano, Alpes, 1930, P- 13)­

(9) Our temperament leads us to appraise the concrete aspect of problems, rather than their ideological or mystical sublimation. There­fore we easily regain our balance. (Aspetti del Dramma, in Diuturna, Milano, Alpes, 1930, p. 86).

     Our battle is an ungrateful one, yet it is a beautiful battle since it compels us to count only upon our own forces. Revealed truths we have torn to shreds, dogmas we have spat upon, we have rejected all theories of paradise, we have baffled charlatans white, red, black charlatans who placed miraculous drugs on the market to give a happiness n to mankind. We do not believe in program, in plans, in saints or apostles, above all we believe not in happiness, in salvation, in the Promised Land. (Diuturna, Milano, Alpes, 1930, p. 223).

     We do not believe in a single solution, be it economical, political or moral, a linear solution of the problems of life, because of illustrious choristers from all the sacristies life is not linear and can never be reduced to a segment traced by primordial needs. (Navigare necesse, in Diuturna, Milano, Alpes, 1930, p. 233).

 (10) We are not and do not wish to be motionless mummies, with faces perpetually turned towards the same horizon, nor do we wish to shut ourselves up within the narrow hedges of subversive bigotry, where formulas, like prayers of a professed religion, are muttered mechanically. We are men, living men, who wish to give our contribution, however 'modest, to the creation of history. (Audacia, in Diu­ turna, Milano, Alpes, 1930, p. ')­

 We uphold moral and traditional values which Socialism neglects or despises; but, above all, Fascism has a horror of anything implying an arbitrary mortgage on the mysterious future. (Dopo due anni, in  Diuturna, Milano, Alpes, 1930, p. 242).

 In spite of the theories of conservation and renovation, of tradition and progress expounded by the right and the left, we do not cling desperately to the past as to a last board of salvation: yet we do not dash headlong into the seductive mists of the future. (Breve preludio, in Diuturna, Milano, Alpes, 1930, p. 14). `negation, eternal immobility, mean damnation. I am all for motion. I am, one who marches on   (E. Ludwig, Talks with Mussolini, Lot Jon, Allen and Unwin, 1932, p. 203).

7. The individual and liberty

 (11) We were the first to state, in the face of demo liberal individualism, that the individual exists only in so far as he is within the State and subjected to the requirements of the state and that, as civilization assumes aspects which grow more and more complicated, individual freedom becomes more and more restricted. (To the General staff Conference of Fascism, in Discorsi del 1929, Milano, Alpes, 1930, p. 280).

 The sense of the state grows within the consciousness of Italians, for they feel that the state alone is the irreplaceable safeguard of their unit and independence; that the state alone represents continuity into the future of their stock and their history. (Message on the VIIth all anniversary, October 25, 1929, Discorsi del 1929, Milano, Alpes, 1930, p. 3oo).

 If, in the course of the past eight years, we have made such astounding progress, you may well think suppose and foresee that in the course of the next fifty or eighty years the onward trend of Italy , of this Italy we feel to be so powerful, so full of vital fluid, will really be grandiose. It will be so especially if concord lasts among citizens, if the State continues to be sole arbitrator in political and social conflicts, if all remains within the state and nothing outside the State, because it is impossible to conceive any individual existing outside the State unless he be a savage whose home is in the solitude of she sandy desert. (Speech before the Senate, May 12, 1928, in Discorsi del 1928, Milano, Alpes, 1929, p. 109).

 Fascism has restored to the State its sovereign functions by claiming its absolute ethical meaning, against the egotism of classes and categories; to the Government of the state, which was reduced to a mere instrument of electoral assemblies, it has restored dignity, as representing the personality of the state and its power of Empire. It has rescued State administration from the weight of factions and party interests (To the council of state, December 22, 1928, in Discorsi Del 1928, Milano, Alpes, 1929 p.328).

 (12) Let no one think of denying the moral character of Fascism. For I should be ashamed to speak from this tribune if I did not feel that I represent the moral and spiritual powers of the state. What would the state be if it did not possess a spirit of its own, and a morality of its own, which lend power to the laws in virtue of which the state is obeyed by its citizens?

 The Fascist state claims its ethical character: it is Catholic but above all it is Fascist, in fact it is exclusively and essentially Fascist. Catholicism completes Fascism, and this we openly declare, but let no one think they can turn the tables on us, under cover of metaphysics or philosophy. (To the Chamber of Deputies, May 13, 1929, in Discorsi del 1929, Milano, Alpes, 1930, p. 182).

     A State which is fully aware of its mission and represents a people which are marching on; a state which necessarily transforms the people even in their physical aspect. In order to be something more than a mere administrator, the State must utter great words, expound great ideas and place great problems before this people (Discorsi del 1929, Milano, Alpes, 1930, p. 183).

(13) The concept of freedom is not absolute because nothing is ever absolute in life. Freedom is not a right, it is a duty. It is not a gift, it is a conquest; it is not equality, it is a privilege. The concept of freedom changes with the passing of time. There is a freedom in times of peace which is not the freedom of times of war. There is a freedom in times of prosperity which is not a freedom to be allowed in times of poverty. (Fifth anniversary of the foundation of the Fasci di Combattimento, March 24, 1924, in La nuova politica dell'Italia, vol. III, Milano, Alpes, 1925, p. 30).

     In our state the individual is not deprived of freedom. In fact, he has greater liberty than an isolated man, because the state protects him and he is part of the State. Isolated man is without defence. (E. Ludwig, Talks with Mussolini, London, Allen and Unwin, 1932, P. 129).

(14) Today we may tell the world of the creation of the powerful
united State of Italy, ranging from the Alps to Sicily; this State is expressed by a well-organized, centralized, Unitarian democracy, where people circulate at case. Indeed, gentlemen, you admit the people into the citadel of the State and the people will defend it, if you close them out, the people will assault it. (speech before the Chamber of Deputies, May 26, 1927 , in Discorsi del 1927, Milano, Alpes, 1928, p. 159).

 In the Fascist regime the unity of classes, the political, social and coral unity of the Italian people is realized within the state, and only within the Fascist state. (speech before the Chamber of Deputies, December 9, 1928 , in Discorsi del 1928, Milano, Alpes, 1929, p. 333).

 8. Conception of a corporative state

 (15) We have created the united state of Italy remember that since the Empire Italy had not been a united state. Here I wish to reaffirm solemnly our doctrine of the State. Here I wish to reaffirm with no weaker energy, the formula I expounded at the scala in Milan everything in the state, nothing against the State, nothing outside the state. (speech before the Chamber of Deputies, May 26, 1927 , Discorsi del 1927, Milano, Alpes, 1928, p. t57).

(16) We are, in other words, a state which controls all forces acting in nature. We control political forces, we control moral forces we control economic forces, therefore we are a full-blown Corporative state. We stand for a new principle in the world, we stand for sheer, categorical, definitive antithesis to the world of democracy, plutocracy, free-masonry, to the world which still abides by the fundamental principles laid down in 1789. (Speech before the new Na­tional Directory of the Party, April 7, 1926, in Discorsi del 1926, Milano, Alpes, 1927, p. 120).

 The Ministry of Corporations is not a bureaucratic organ, nor does it wish to exercise the functions of syndical organizations which are necessarily independent, since they aim at organizing, selecting and improving the members of syndicates. The Ministry of Corporations is an institution in virtue of which, in the centre and outside, integral corporation becomes an accomplished fact, where balance is achieved between interests and forces of the economic world. Such a glance is only possible within the sphere of the state, because the state alone transcends the contrasting interests of groups and individuals, in view of co-coordinating them to achieve higher aims. The achievement of these aims is speeded up by the fact that all economic organizations, acknowledged, safeguarded and supported by the Corpo­rative State, exist within the orbit of Fascism; in other terms they accept the conception of Fascism in theory and in practice. (speech at the opening of the Ministry of Corporations, July 31, 1926, in Di­scorsi del 1926, Milano, Alpes, 1927, p. 250).

 We have constituted a Corporative and Fascist state, the state of national society, a State which concentrates, controls, harmonizes and tempers the interests of all social classes, which are thereby protected in equal measure. Whereas, during the years of demo-liberal regime, labour looked with diffidence upon the state, was, in fact, outside the State and against the state, and considered the state an enemy of every day and every hour, there is not one working Italian today who does not seek a place in his Corporation or federation, who does not wish to be a living atom of that great, immense, living organization which is the national Corporate State of Fascism. (On the Fourth Anniversary of the March on Rome, October 28, 1926, in Discorsi del 1926, Milano, Alpes, 1927, p. 340).

 9. Democracy

 (17) The war was revolutionary, in the sense that with streams of blood it did away with the century of Democracy, the century of number, the century of majorities and of quantities. (Da the pane va it Mondo, in Tempi della Rivoluzione Fascista, Milano, Alpes, 1930,  p. 37)­

 (18) Cf. note 13.

 (19) Race: it is a feeling and not a reality; 95 %, a feeling. (E. Ludwig, Talks with Mussolini, London, Allen and Unwin, 1932, p. 75).

10. Conception of the state

(20) A nation exists inasmuch as it is a people. A people rise inasmuch as they are numerous, hard working and well regulated. Power is the outcome of this threefold principle. (To the General Assembly of the Party, March lo, 1929, in Discorsi del 1929, Milano, Alpes, 1930, p. 24).

  Fascism does not deny the State; Fascism maintains that a civic society, national or imperial, cannot be conceived unless in the form of a State (Stab, anti-Slato, Fascismo, in Tempi della Rivoluzione Fa­scista, Milano, Alpes, 1930, p. 94).

         For us the Nation is mainly spirit and not only territory. There are States which owned immense territories and yet left no trace in the history of mankind. Neither is it a question of number, because there have been, in history, small, microscopic States, which left immortal, imperishable documents in art and philosophy.

      The greatness of a nation is the compound of all these virtues and conditions. A nation is great when the power of the spirit is translated into reality. (Speech at Naples, October 24, 1922, in Discorsi della Rivoluzione, Milano, Alpes, 1928, p. 103). We wish to unity the nation within the sovereign State, which is above everyone arid can afford to be against everyone, since it represents the moral continuity of the nation in history. Without the State there is no nation. There are, merely. human aggregations. subject to all the disintegration's which history may inflict upon them. (Speech before the National Council of the Fascist Party, August 8, 1924, in La Nuova Politica dell'Italia, vol. III; Milano, Alpes, 1928, p. 269).

Dynamic reality

(21) I believe that if a people wish to live they should develop a will to power, otherwise they vegetate, live miserably and become prey to a stronger people, in whom this will to power is developed to a higher degree. (Speech to the Senate, May 28, 1926).

(22) It is Fascism which has refashioned the character of the Italians, removing impurity from our souls, tempering us to all sacrifices, restoring the true aspect of strength and beauty to our Italian face. (Speech delivered at Pisa , May 25, 1926 , in Discorsi del 1926, Milano, Alpes, 1927, p. 193).

        It is not out of place to illustrate the intrinsic character and profound significance of the Fascist Levy. It is not merely a ceremony, but a very important stage in the system of education and integral preparation of Italian men which the Fascist revolution considers one of the fundamental duties of the State: fundamental indeed, for if the State does not fulfill this duty or in any way accepts to place it under discussion, the State merely and simply forfeits its right to exist. (Speech before the Chamber of Deputies, May 28, 1928, in  Discorsi del 1928, Milano, Alpes, 1929, p. 68).